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Tra conservatorismo e liberalismo

18 maggio 2022, ore 15.00 - Sala Maria Teresa | Evento in presenza
La Società Storica Lombarda e la Biblioteca Nazionale Braidense presentano, presso la Sala Maria Teresa, la conferenza Tra conservatorismo e liberalismo. Le tipografie del Cantone Ticino e il Risorgimento italiano.

Intervengono:
Marzia Dina Pontone, Saluto
Gian Giacomo Attolico Trivulzio, Saluto
Ermanno Rho, Saluto e introduzione
Marino Viganò, Il contesto politico della Svizzera e del Cantone Ticino
Gianmarco Gaspari, «Sotto un cielo più libero» – Il Ticino degli esuli
Giorgio Montecchi, Spazi e percorsi del Risorgimento italiano ed europeo: la tappa di Lugano

 

Info utili

È obbligatoria la prenotazione per i posti contingentati nella sala Maria Teresa e la mascherina Ffp2.
Per iscriversi: storica@tiscalinet.it. La prenotazione è da considerarsi valida in seguito a nostra conferma.
La conferenza sarà visibile nei giorni successivi sul canale YouTube della Società Storica Lombarda

 

Tipografie del Cantone Ticino e Risorgimento:
un tema dalle implicazioni attuali

Nei decenni fra lo sviluppo e il successo dei moti politici e ideali del Risorgimento italiano, dal 1820 all’apice nel 1861, con la formazione di uno stato unitario esteso alla gran parte dell’Italia, tema centrale delle rivendicazioni è quello della licenza di stampa. Garantita, pur con limitazioni, solo dallo Statuto del regno di Sardegna (4 marzo 1848), i protagonisti possono però esercitarla già avanti e dopo quella data, valendosi di tipografie e imprese editoriali in un paese esterno alla penisola: il Canton Ticino elvetico.
Landi, nel 1817, a Mendrisio; Vanelli, dal 1823, Ruggia, dal 1827 al 1842, a Lugano; Elvetica, dal 1830 al 1853, a Capolago; Tipografia della Svizzera Italiana, dal 1842 al 1851, Bianchi, dal 1833 al 1867, e Fioratti, dal 1846 al 1860, a Lugano, fondate
o rilevate da esuli d’orientamento vario – bonapartisti, liberali, democratici –, assicurano con libri e fogli una tribuna per dibattiti in patria vietati. Epopea intensa, benché breve e naturalmente affievolitasi con l’Unificazione, quella delle stamperie
ticinesi marca un’epoca.
Profondamente connessa alla nascita del Liberalismo europeo, studiata da un’ampia storiografia, questa vicenda caratterizza, in realtà, non solo la nazione destinataria delle pubblicazioni, ovvero l’Italia in via d’emancipazione; ma pure quella ospite delle imprese editoriali, la Svizzera in via di mutazione da Confederazione conservatrice della Restaurazione del 1814 a Stato costituzionale federale nel 1848, con un Cantone Ticino radicalmente rinnovato dalla Rigenerazione del 1830, condizione per la libertà di stampa.
Oggi, soppressa in non pochi paesi tale licenza, «guarentigia delle istituzioni di un ben ordinato Governo rappresentativo, non meno che precipuo istromento d’ogni estesa comunicazione di utili pensieri» – così nel 1848 –, la Biblioteca Nazionale Braidense e la Società Storica Lombarda offrono tre brevi conferenze sulle battaglie di principio di una generazione sì del passato, ma di estrema attualità, inserendo la storia di quelle iniziative patriottiche nel contesto più ampio della Svizzera e dell’Europa moderna.

 

I relatori

Gianmarco Gaspari (1955), insegna letteratura italiana all’Università degli Studi dell’Insubria, dove dirige l’International Research Center for Local Histories and Cultural Diversities. Fa parte dei Comitati per l’Edizione Nazionale di A. Manzoni e di P. Verri. Tra i suoi libri, Letteratura delle riforme – Da Beccaria a Manzoni (Palermo 1990), e Il mito della Scuola di Milano – Studi sulla tradizione letteraria lombarda (Firenze 2018).

Giorgio Montecchi (1946), già ordinario di bibliografia e di biblioteconomia all’Università degli Studi di Milano, presidente di Aldus Club, ha fondato e dirige dal 2006 la rivista «Bibliologia». Tra le pubblicazioni: Il libro nel Rinascimento (Roma 1997-2005, voll. 2); Itinerari bibliografici (Milano 2001); Storia del libro e della lettura dalle origini ad Aldo Manuzio (Milano 2015); e Storie di biblioteche di libri e di lettori (Milano 2018).

Ermanno Rho (1943), laureato in giurisprudenza all’Università degli Studi di Milano, avvocato in campo civile e commerciale, è attivo nel settore delle società, tanto nella gestione ordinaria quanto in quella straordinaria (acquisizioni, fusioni, scissioni,
conferimenti, ristrutturazioni), ed è revisore ufficiale dei conti.

Marino Viganò (1961), diplomato in scienze politiche presso l’Università Cattolica di Milano, si è addottorato in storia militare a Padova. Direttore della Fondazione Trivulzio, è nel comitato scientifico di «Archivio Storico Lombardo». Sul tema, ha curato: Riforme Rivoluzione Risorgimento. Antologia di testi civili e politici pubblicati dalle stamperie della Svizzera italiana dall’età dei Lumi all’Unità d’Italia (Milano e Lugano 2007).