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Storia della Biblioteca Braidense

La storia della Braidense

L’Istituto svolge da sempre la duplice funzione di biblioteca di conservazione, destinata ad un pubblico di cultori della ricerca storica e letteraria e nel contempo di specchio della grande produzione libraria milanese, rivolto ad un universo più ampio di fruitori.

La Biblioteca Nazionale Braidense fu originata quando la Congregazione di Stato per la Lombardia, organo rappresentativo degli interessi delle comunità locali, acquistò la biblioteca del Conte Carlo Pertusati, per poi donarla all’Arciduca Ferdinando, figlio dell’Imperatrice Maria Teresa d’Austria e futuro governatore della Lombardia.

Nel 1770 Maria Teresa, considerando la mancanza in Milano “di una biblioteca aperta ad uso comune di chi desidera maggiormente coltivare il proprio ingegno, e acquistare nuove cognizioni” poichè non veniva ritenuta sufficiente l’Ambrosiana “ricca bensì di manoscritti”, ma non di “libri stampati”, decise di destinare ad uso pubblico la biblioteca del Pertusati.

Grazie allo scioglimento della Compagnia di Gesù decretato nel 1773 da Clemente XIV, lo Stato acquisì il Palazzo del Collegio gesuitico di Brera, costruito sull’area del duecentesco convento degli Umiliati, e lo destinò a sede della biblioteca.

La biblioteca aprì al pubblico nel 1786.

Ritratto di Maria Teresa d'Austria Ritratto di Maria Teresa d'Austria, Agostino Comerio, 1834
Chiesa di Santa Maria in Braida Chiesa di Santa Maria in Braida

Lo scioglimento della Compagnia di Gesù mise a disposizione dello Stato anche i fondi librari del Collegio Braidense e delle case gesuitiche di San Fedele e San Girolamo che, con il fondo Pertusati, costituirono il nucleo iniziale della Biblioteca.

Nel 1778 seguì la raccolta del medico Albrecht von Haller di Berna, ricca di pregevoli testi scientifici cui si aggiunsero le raccolte del cardinale Angelo Maria Durini e del colonnello Baschiera e una piccola parte della biblioteca del conte Firmian.

La soppressione delle congregazioni religiose, decretata dall’imperatore Giuseppe II, portò ad incamerare una parte dei fondi di antiche librerie claustrali; e successivamente anche i duplicati della Biblioteca Imperiale di Vienna.

Nell’età napoleonica sono da ricordare le acquisizioni della biblioteca del Collegio dei Giureconsulti e del fondo Scaccerni, donato da Francesco Melzi.

Cortile del Palazzo di Brera Cortile del Palazzo di Brera, post 1836 – ante 1838

Ad incrementare le raccolte ha contribuito l’Avviso della Regia Intendenza politica di Milano dell’aprile 1788, relativo al deposito obbligatorio nella biblioteca delle opere pubblicate nello Stato di Milano. Dal 1793 vennero inclusi anche gli editti e gli avvisi pubblicati dalle autorità di Governo. Nel 1848 questa disposizione fu trasformata nella legge sul diritto di stampa.

La Braidense, cui fu conferita già nel 1880 la qualifica di “Nazionale”, si configurava come una grande biblioteca di carattere generale: si andava dai corali miniati provenienti dalla Certosa di Pavia ai libri scientifici della raccolta Haller, dalle opere storiche e letterarie del legato Durini, noto soprattutto per le edizioni di classici latini e greci del XVI secolo, alle opere teologiche, a quelle giuridiche e alle grandi opere di consultazione generale.

Nel corso del XIX secolo altri fondi arricchirono ulteriormente il patrimonio della Braidense: i volumi donati da Hermes Visconti, la raccolta del Gabinetto Numismatico, la collezione bodoniana Mortara, la raccolta Lattes di opere di cultura ebraica, la raccolta Carlo Morbio, la miscellanea Viesseux e la libreria di Cesare Correnti.

La Biblioteca Nazionale Braidense durante seconda guerra mondiale La Biblioteca Nazionale Braidense durante seconda guerra mondiale

Nel 1889 venne acquistata la raccolta drammatica Corniani Algarotti a cui s’aggiunse il lascito De Capitani D’Arzago.

Il fondo manzoniano fu donato nel 1885.

Tra le raccolte pervenute nel Novecento sono da ricordare la libreria Novati, la biblioteca liturgica dei Duchi di Parma, la raccolta scacchistica, il fondo Castiglioni e il fondo fotografico Emilio Sommariva.

L’Istituto svolge da sempre la duplice funzione di biblioteca di conservazione, destinata ad un pubblico di cultori della ricerca storica e letteraria e nel contempo di specchio della grande produzione libraria milanese, rivolto ad un universo più ampio di fruitori.

Dal luglio 2015 è confluita nel sistema museale della Pinacoteca di Brera, sotto la direzione generale di James M. Bradburne.

Patrimonio Braidense

Dalla fine del secolo XVIII ad oggi la Biblioteca ha continuato ad arricchire il proprio patrimonio con nuovi fondi acquistati o donati, mirati al mantenimento del patrimonio esistente e agli argomenti nei quali la Biblioteca vuole specializzarsi.

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Fondo Manzoniano
I Fondi della Braidense

Fondo Manzoniano

250 manoscritti, 550 volumi della biblioteca del Manzoni di cui 200 postillati, circa 5.000 pezzi di carteggio, 1.000 volumi di opere del Manzoni, 1.000 volumi di critica e 1.800 pezzi collocati in miscellanea.

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Raccolta Drammatica
I Fondi della Braidense

Raccolta Drammatica

La raccolta è oggetto di una delle più consistenti operazioni di acquisizione digitale intraprese dalla biblioteca.

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Fondo Haller
I Fondi della Braidense

Fondo Haller

La Biblioteca di Albrecht von Haller, Berna 1708-1777, professore di anatomia, chirurgia e botanica all'Università di Gottinga, è una pregevole raccolta di testi, in massima parte scientifici.

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Fondo fotografico Emilio Sommariva
I Fondi della Braidense

Fondo fotografico Emilio Sommariva

Il Fondo Emilio Sommariva raccoglie l'intero archivio dello studio fotografico e i documenti cartacei ad esso relativi, dal 1904 al 1973.

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Fondo Correnti
I Fondi della Braidense

Fondo Correnti

Attualmente comprende buona parte della biblioteca originaria, con una consistenza di circa 2000 volumi e oltre 10000 opuscoli.

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