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I nielli e gli avori delle antiche collezioni Trivulzio

20 ottobre 2022, ore 15.00 | Sala Lettura
La conferenza sintetizza ricerche che hanno lasciato riunire idealmente i pezzi trivulziani dispersi in più musei, dalla National Gallery of Art di Washington al Castello Sforzesco di Milano.

Saluto
Marzia Dina Pontone, direttrice della Biblioteca Nazionale Braidense
Gian Giacomo Attolico Trivulzio, presidente della Società Storica Lombarda

Interventi
Laura Aldovini, direttore dei Musei Civici del Castello Visconteo, Pavia
Alessandra Squizzato, docente associato di Museologia e Critica artistica e del Restauro presso l’Università Cattolica, Milano
Francesca Tasso, conservatore responsabile delle Raccolte artistiche del Castello Sforzesco, Milano

Coordinamento
Marino Viganò, Società Storica Lombarda

I nielli sono tra le opere d’arte meno note delle collezioni Trivulzio: tipologia di manufatti di cui si è a lungo persa la nozione tecnica e storico-artistica, ma, sulla scorta di quanto narrato da Vasari, assai ricercati tra XVIII e XIX secolo per il legame con le presunte origini dell’incisione calcografica. I Trivulzio, di gusti raffinati e instancabili nella ricerca di oggetti inusuali, compreso l’interesse dei nielli sono tra i primi a collezionarli.

All’origine della celebre Trivulziana è un’attività mecenatizia di alto profilo, stratificatasi dal XV a inizio XX secolo, riferibile a varie figure del casato Trivulzio, come don Carlo (1715-1789) o Gian Giacomo IV (1774-1831), ciascuno a suo modo protagonista di scelte culturali decisive per le città di Milano. Il gruppo degli intagli in avorio costituisce uno degli apici delle raccolte della famiglia. Questo materiale, raro e prezioso anche nell’antichità e nella età media, è utilizzato soprattutto nel tardo Impero romano e nell’alto Medioevo per la creazione di piccoli intagli raffinatissimi di contenuto profano e religioso, commissionati dalle più alte cariche imperiali e della gerarchia cristiana. Alcuni dei pezzi più significativi di questa raccolta di antichità giungono, nel 1935, al Castello Sforzesco. Altri si trovano ora nei più importanti musei del mondo.

Le relatrici

Laura Aldovini
Laureata in Lettere e specializzata in storia dell’arte presso l’Università Cattolica di Milano, ha conseguito il dottorato all’Università degli Studi con una tesi sulle origini dell’incisione in Lombardia. Borsista di ricerca presso il Musée du Louvre e il British Museum, già docente a contratto all’Università Cattolica, con Silvia Urbini e David Landau ha creato nel 2015 presso la Fondazione Giorgio Cini di Venezia l’Atlante delle xilografie italiane del Rinascimento. Dal 2017 conservatore presso i Musei Civici di Pavia, ora direttore, i suoi studi sulla grafica italiana del Rinascimento, la storia delle tecniche antiche, quali il niello, le relative raccolte, hanno trovato esito nel libro I nielli Trivulzio – Storia, tecnica e collezionismo (Milano 2021).

Alessandra Squizzato
Docente di Museologia, critica artistica e del restauro all’Università Cattolica di Milano, ha conseguito il dottorato in Storia e letteratura dell’età moderna e contemporanea, il diploma della Scuola di specializzazione in Storia dell’arte e quello in archivistica, paleografia, diplomatica presso l’Archivio di Stato di Milano. Molti dei suoi studi sono stati dedicati alla ricostruzione di episodi salienti del collezionismo lombardo – quali, in particolare, collezione cremonese Ala Ponzone, museo di Manfredo Settala, mecenatismo di Federico Borromeo e di Alberico di Belgioioso, antiche raccolte dei Trivulzio. Accademico della Biblioteca e Accademia Ambrosiana di Milano, sul tema della conferenza ha pubblicato, assieme a Francesca Tasso, il volume Gli avori Trivulzio. Arte, studio e collezionismo antiquario fra XVIII e XX secolo (Padova 2017).

Francesca Tasso
Laureata in Lettere e specializzata in Storia dell’arte e delle arti minori a Milano, ha conseguito il dottorato a Torino con tesi sulla scultura a Milano sotto Gian Galeazzo Visconti (1380-1402). Già docente a contratto all’Università degli Studi di Milano, ove ha insegnato Storia dell’arte medievale e moderna e Museologia, dal 2000 è conservatore del Museo delle Arti Decorative e del Museo degli Strumenti Musicali del Castello Sforzesco, dal 2009 conservatore responsabile delle Raccolte artistiche del Castello Sforzesco e vicepresidente del comitato scientifico e tecnico che si occupa del restauro della Sala delle Asse di Leonardo. Ha curato con Alessandra Squizzato Gli avori Trivulzio. Arte, studio e collezionismo antiquario fra XVIII e XX secolo (Padova 2017); e con Beatrice Paolozzi Strozzi e Marc Bormand la mostra «Il Corpo e l’Anima, da Donatello a Michelangelo. Scultura italiana del Rinascimento» (Parigi 2020 e Milano 2021), e relativo catalogo.