Pinacoteca di Brera
Biblioteca Nazionale Braidense
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lldar Abdrazakov e Luciano Ganci
leggono Gelsomino nel paese dei bugiardi
di Gianni Rodari

C'è un regno dove i sudditi devono mentire sempre. Ma Gelsomino è appena arrivato, e la sua voce produce disastri ogni qualvolta apre bocca: come farà?

Gianni Rodari

È probabilmente lo scrittore per bambini più amato d’Italia. La sua carriera di scrittore inizia nel 1951 con la pubblicazione del suo primo testo, un libro di filastrocche che, nello stesso anno, viene seguito da Le avventure di Cipollino che, pur passando quasi in silenzio in Italia, viene tradotto con successo in russo. Grazie alle traduzioni del poeta russo Samuil Marshak e della linguista russa Julia Dobrovolskaya, le storie, le fiabe e le filastrocche di Gianni Rodari sono conosciute e amate da ogni russo nato nel dopoguerra.
In cinque anni il libro ha venduto oltre un milione e mezzo di copie e intere delegazioni di politici e intellettuali italiani, in visita in Unione Sovietica, hanno sentito parlare di un certo Gianni Rodari di cui, paradossalmente, non avevano mai sentito parlare fino a quando non è apparso su L’Unità un articolo del giornalista Ruggero Grieco intitolato Cipollino nel paese dei sovietici. Da questo momento in poi, Gianni Rodari cominciò a farsi conoscere e a leggere in Italia e, nel 1960, iniziò a collaborare con la casa editrice Einaudi, che alla fine avrebbe pubblicato tutti i suoi libri: quest’anno in Italia si celebra il centenario della sua nascita.

 

lldar Abdrazakov

È un cantante d’opera russo.

Luciano Ganci

È un tenore italiano.

 

C’era una volta nella biblioteca

Per tutti i bambini del mondo
Era nel cuore della città, in un palazzo chiamato Brera. Era una grandissima biblioteca, fondata dall’imperatrice Maria Teresa d’Austria molti anni fa.
La biblioteca era piena di tesori: libri rari, preziosi manoscritti, lettere, mappe e disegni. Era una biblioteca molto importante per studiosi, studenti e l’intera città. Ma un giorno una nuvola scura di malattia arrivò nel paese e tutte le scuole, i musei, i teatri e persino le biblioteche dovettero chiudere le loro porte.
Era un periodo molto desolante, in cui tutti dovevano rimanere a casa, soli, preoccupati e persino un po’ spaventati. Ma proprio come i manoscritti non bruciano, le biblioteche non si fermano, anche quando le porte sono chiuse. Così questa biblioteca decise che, se le persone non potevano venire in biblioteca, la biblioteca sarebbe andata da loro. Pensò a tutti i bambini bloccati a casa impossibilitati ad andare a scuola e iniziò a leggere.

James M. Bradburne, direttore generale della Biblioteca Nazionale Braidense e della Pinacoteca di Brera