Fondo Umberto Eco

La collezione dei libri antichi di Umberto Eco.

  • circa 1.300 titoli rari, tra cui 36 incunaboli

La “Bibliotheca semiologica, curiosa, lunatica, magica et pneumatica” come la chiamava il grande intellettuale, è arrivata in Braidense nell’agosto del 2021, grazie all’acquisizione del Ministero della Cultura dalla famiglia Eco nel 2018 e all’interessamento del già Direttore Generale James M. Bradburne.

Oltre trent’anni fa Umberto Eco decise di cambiare la casa di famiglia a Milano, per trovarne una grande abbastanza da contenere tutti i suoi libri. Con la moglie Renate trovò un grande appartamento a forma di anello, nei cui corridoi dal pavimento appositamente rinforzato sarebbero state montate le librerie senza pericolo di crollo. All’inizio del lungo corridoio che portava al suo studio venne ricavata una stanza con un balconcino e una bella vista sul Castello Sforzesco, da dedicare alla sua crescente collezione di libri pregiati. Da quel momento quella diventò la “Stanza degli antichi”, il cui contenuto dal 5 Maggio 2022 è ospitato nello “Studiolo Umberto Eco” della Biblioteca Nazionale Braidense di Milano, che ricorda lo spazio originario per dimensione e atmosfera.
“La stanza degli antichi fu da subito il rifugio di Umberto, senza telefono, senza computer, con gli spartiti e i suoi flauti, che suonava quasi ogni giorno” raccontano Renate, Carlotta e Stefano Eco. “Umberto era fiero della rarità di molti dei suoi acquisti, e li mostrava ai familiari e ai pochi amici ammessi nella stanza con l’orgoglio e il sorriso del collezionista appassionato. Ai nipoti mostrava con divertimento gli animali, i mostri e le creature dai libri di Aldrovandi e Kircher, agli altri anche l’Atalanta fugiens colorata di Meyer, o la splendida composizione delle pagine della Hypnerotomachia Poliphili, stampata da Aldo Manuzio nel 1499.”

Dal 5 maggio al 2 luglio 2022, la Biblioteca Braidense ha presentato la mostra “L’idea della biblioteca. La collezione di libri antichi di Umberto Eco alla Biblioteca Nazionale Braidense”, che ha esposto per la prima volta al pubblico una selezione dei volumi del Fondo Eco.

È possibile vedere la mostra in una ricostruzione virtuale del percorso espositivo sulla piattaforma MOVIO.

Lo studioso che si avvicinerà a questi testi avrà anche modo di trovare sul frontespizio e sulle carte di guardia di alcune opere timbri, note manoscritte e/o ex libris di possessori o proprietari precedenti ad Eco.
Si tratta della riproduzione di una tavola silografica presente nel testo di Giovanni Battista Nazari (XVI secolo) dal titolo Della tramutatione metallica sogni tre, di Gio. Battista Nazari bresciano; nel primo d’i quali si tratta della falsa tramutatione sofistica: nel secondo della utile tramutatione detta reale usuale: nel terzo della diuina tramutatione detta reale filosofica, opera di cui la Braidense possiede le edizioni pubblicate a Brescia nel 1572 e nel 1599, provenienti entrambe dal fondo halleriano.
Il volume narra di tre viaggi onirici: nel primo sogno «si conosce la pazzia et l’ignorantia de Sofistici operanti. Nel Secondo come si debba gouernare intorno la unione de metalli… Nel terzo sogno si uede un lungo discorso intorno la pietra de Filosofi, con la sua prattica sotto figura uelata…». Si potrebbe definire un’opera di alchimia narrata attraverso un percorso iniziatico.