Pinacoteca di Brera
Biblioteca Nazionale Braidense
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La Biblioteca Nazionale Braidense a casa tua.

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Biblioteca Nazionale Braidense

Le biblioteche sono risorse per affrontare le sfide del presente, veri e propri “granai pubblici capaci di ammassare riserve contro l’inverno dello spirito” scriveva Marguerite Yourcenar.

L’obiettivo della Biblioteca Braidense nel futuro è quello di diventare “la biblioteca ideale”, definizione di Umberto Eco, un punto di riferimento nazionale e internazionale per iniziative, progetti, mostre che possano difendere, valorizzare, conservare e promuovere la lettura e il libro oltre che il suo inestimabile tesoro che raccoglie oggi oltre 1.500.000 di volumi. “Può morire l’autore, ma non il libro” diceva Eco.
In un mondo digitalizzato dove con un click tutto sembra a portata di mano la biblioteca va considerata come un luogo dove il libro continua a vivere, diventando patrimonio di tutti: una biblioteca che “serve a produrre interpretazione, interiorità dato che la nozione della sopravvivenza dell’anima si fonda sulla memoria”. Una proposta culturale, quella della Biblioteca Braidense, che segue un percorso differente rispetto a quello compiuto dalla Pinacoteca di Brera, in questi ultimi anni tornata a essere un museo “nel cuore della sua città” e allo stesso tempo di respiro internazionale. Contigue anche dal punto di vista fisico, Pinacoteca e Biblioteca, sebbene abbiano un’unica origine, sono infatti “gemelli diversi”, istituzioni vicine che procedono su binari paralleli.
Un luogo, la biblioteca che non vuol essere solo il posto dove cercare un libro di cui si conosce il titolo, ma, sempre utilizzando le parole di Umberto Eco, dove trovare il libro di cui non si sospettava l’esistenza. Un libro che alla fine scopriamo essere vitale, “di estrema importanza per noi”.

Biblioteca-Braidense-Sala-lettura

La Biblioteca Nazionale Braidense, che ha avuto lo scorso anno 125.000 frequentatori e 35.000 lettori, dando in lettura 20.000 volumi, riveste un ruolo importantissimo nel panorama italiano e internazionale, terza biblioteca del paese dopo le altre due nazionali di Roma e di Firenze. Con le sue collezioni storiche e contemporanee sotto la pubblica tutela, provvede alla loro catalogazione, conservazione e valorizzazione nell’interesse del pubblico generale e specialistico, attraverso il restauro, la riproduzione e tutela dei documenti.

Nel 2019 ha acquisito e catalogato per il Servizio bibliotecario nazionale italiano quasi 15.000 volumi moderni (circa il 40% delle nuove edizioni italiane) e 18.000 opere delle collezioni antiche. Possiede circa 2.000 manoscritti, 350 dei quali medioevali, 2.306 incunaboli e 25.000 cinquecentine.
Dal 1994 la Biblioteca Braidense ha catalogato in formato elettronico le proprie risorse che attualmente superano 1.148.523 records, ma il numero del materiale custodito presso le sue sedi (Brera, Mediateca Santa Teresa, Cavallerizza, Morimondo) supera i 2 milioni di titoli, così come il numero di pagine digitalizzate, disponibili nella Emeroteca digitale. Arricchire la collezione con nuove acquisizioni, catalogare la collezione e conservare i libri e i documenti, rendere disponibili le collezioni della biblioteca (fisicamente e online), consolidare la fruizione, la ricerca e assicurare la promozione alla lettura e allo studio attraverso un’intensa attività didattica, le sue missioni principali. Con le sue mostre invece presenta le opere delle collezioni della biblioteca, promuove il libro e la sua importanza, assieme alla lettura, la scrittura e il collezionismo.

 

Aperta al pubblico dal 1786, l’unicità della Biblioteca è stata di essere, sin dalle origini, un eccezionale luogo di scambio culturale. Imponente e suggestiva, la biblioteca Braidense ha il suo cuore nella sala Maria Teresa, dedicata all’imperatrice che la volle dove si ammirano capolavori come il globo terrestre, manoscritto realizzato tra il il 1819 e il 1829 dall’astronomo Carlo Carlini. Si tratta del primo mappamondo che riproduce lo schiacciamento dei poli mentre la scaffalatura della sala è quella originaria disegnata da Giuseppe Piermarini. Monumentale anche la sala cataloghi mentre l’antica sala gesuitica, detta anche Teologica perché nei suoi scaffali di legno e radica sono raccolti volumi di carattere religioso, è diventata la sala lettura. Inaugurata nel 2014, infine anche una sala dedicata a Lalla Romano con manoscritti e oggetti appartenenti alla scrittrice.