Biblioteche riscoperte. Ab artis inventae origine
Conclusa
04.02 2020 - 25.03 2020
Mostra on line

Biblioteche riscoperte. Ab artis inventae origine

Storie di libri, persone e biblioteche milanesi tra le edizioni quattrocentesche della Braidense.

LA MOSTRA

Chissà se Johann Gutenberg, quando alla metà del Quattrocento inventò la stampa a caratteri mobili, fosse consapevole di cambiare il mondo. Da quel momento il prodotto tipografico entrò prepotentemente nella vita delle persone e la nuova tecnica – la «sancta ars» come la definì il cardinale filosofo Niccolò da Cusa – fu impiegata per oltre tre secoli, senza particolari stravolgimenti.

L’incunabolo, ovvero convenzionalmente il libro a stampa prodotto durante i primi cinquant’anni di vita dell’arte tipografica, è stato l’oggetto della mostra Biblioteche riscoperte. Ab artis inventae origine: storie di libri, persone e biblioteche milanesi tra le edizioni quattrocentesche della Braidense.
In mostra oltre cento volumi, estremamente preziosi e rari, stampati entro la fine dell’anno 1500.

VISITA VIRTUALE ALLA MOSTRA

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La Biblioteca Braidense possiede una delle maggiori raccolte italiane di incunaboli, edizioni pubblicate nel Quattrocento. Al fine di valorizzare questo inestimabile patrimonio culturale, la Regione Lombardia, con la collaborazione operativa e scientifica del Centro di Ricerca Europeo Libro Editoria Biblioteca (CRELEB) dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, ha sostenuto un ampio lavoro di censimento e catalogazione dell’intero fondo, che ha richiesto oltre tre anni di impegno ed è giunto in porto solo pochi mesi fa.

Ora una minuziosa descrizione della collezione braidense liberamente disponibile on line per il pubblico degli studiosi (ma non solo) di tutto il mondo, nel grande database internazionale: Material Evidence in Incunabula gestito dal prestigioso Consortium of European Research Libraries (CERL) di Londra. Per quanto riguarda la Braidense, si tratta di dati estremamente preziosi per ricostruire figure di antichi lettori e collezionisti, perdute raccolte librarie e antiche biblioteche milanesi e lombarde. Soprattutto queste notizie rappresentano una fonte indispensabile per ricostruire la formazione di una grande biblioteca, accresciutasi anche tramite le acquisizioni derivate dalle soppressioni di istituti religiosi tra Settecento e Ottocento.

La Regione Lombardia è all’avanguardia nel settore in Italia e nel mondo, avendo già riversato nel database MEI i dati relativi a oltre i due terzi dell’intero patrimonio di incunaboli conservato nelle biblioteche del territorio (per un totale di quasi 9.000 esemplari). Per Milano, si pensi alla grande collezione dell’Archivio storico civico e Biblioteca Trivulziana, cui si aggiungono i fondi della Biblioteca civica “Angelo Mai” di Bergamo e della Biblioteca civica Queriniana di Brescia, oltre a numerose biblioteche “minori”.


Il percorso espositivo della mostra Biblioteche riscoperte. Ab artis inventae origine è stato articolato in tre sezioni: la prima introduce il visitatore alla conoscenza degli aspetti tipici del libro a stampa del XV secolo, mettendone in risalto gli elementi di novità e invitandolo a riflettere sul rapporto tra tradizione e innovazione; nella seconda, invece, si ammirano alcuni esemplari particolarmente preziosi per rarità o valore storico; l’ultima sezione, infine, ricostruisce la storia, ovvero il percorso secolare dei singoli volumi. Attraverso lo studio dei segni lasciati sui libri dagli antichi lettori nel corso dei secoli, infatti, si mostra come essi abbiano viaggiato nel tempo e nello spazio, prima di confluire nella raccolta braidense.

I pannelli descrittivi hanno facilitato il visitatore nell’esperienza del percorso, arricchito dall’esposizione di una selezione di attrezzature tipografiche, gentilmente messe a disposizione dal Museo della Stampa e Stampa d’Arte “Andrea Schiavi” di Lodi. Un’occasione unica per entrare dal vivo nel mondo di Gutenberg e dei suoi successori.

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